Memoria Storica

Memoria storica è la rivista del Centro di Studi Storici, fondato a Terni nel 1989 per iniziativa di un gruppo di studiosi che si occupano di storia, anche nella dimensione locale.

La rivista

Il titolo allude a un concetto della storia come operazione culturale che sottrae uomini e cose all’oblio e li fissa in eterno nella coscienza collettiva. Maturato in seno alla cultura occidentale, questo concetto della storia, come tradizione e come memoria, postula un metodo conoscitivo che si fonda sulla ricerca delle fonti e l’interpretazione dei documenti. Tale metodo instaura tra ricercatore e fatto storico un rapporto di solidarietà, che riproduce quello tra storia e storiografia: se da una parte il fatto storico richiede l’intervento del ricercatore, con i suoi interessi culturali e civili, per liberarsi dal peso del tempo e rivivere nella realtà del presente; dall’altra parte il ricercatore, che non vuole peccare d’arbitrio e di retorica, deve attenersi ai fatti, saper interrogare i documenti con particolari tecniche conoscitive e costringerli a rispondere.

La Rivista si propone di tesaurizzare l’esperienza storiografica della “scuola francese”, più attenta ai fenomeni socio-economici, e della “scuola italiana”, più sensibile alla dimensione etico-politica, per combattere la “cultura dell’oblio” che minaccia la società del nostro tempo. Intende contribuire alla conoscenza storica di Terni e del suo territorio, sulle orme della tradizione storiagrafica locale, rileggendo e interpretando i documenti e le testimonianze del passato alla luce degli interessi e dei problemi attuali. Che è poi il modo migliore di intervenire per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, a cui la ricerca storica si rivolge.

In questo primo numero sono esemplificati il modello della pubblicazione e il metodo di lavoro, attraverso saggi e note di diverso contenuto, che tendono egualmente ad annodare il presente e il passato, le testimonianze storiche e i problemi del nostro tempo.

In esso abbiamo anche voluto rendere omaggio alla memoria di Gisa Giani, la donna che ha dedicato le sue migliori energie intellettuali ed umane a raccogliere le voci bibliografiche e i ricordi della sua terra. L’abbiamo fatto pubblicando un suo inedito, che porta impressi i segni di una personalità schiva e attenta, capace di animare la storia “minore” popolandola di figure umane, specialmente femminili, che troppo spesso sono trascurate dalla storiografia dominante, tutta versata nella ricostruzione dei grandi fatti e dei fenomeni di massa.

La direzione e la redazione si augurano che la Rivista incontri il favore del pubblico e soprattutto degli insegnanti, per i quali può rappresentare un valido sussidio per l’aggiornamento culturale e didattico.

L’iniziativa del Centro di Studi Storici cade in un momento di significativa trasformazione della realtà ternana, di passaggio dalla grande industria al terziario avanzato, da modeste strutture culturali a grandi “contenitori” ed elaboratori di sapere: università, videocentro, bibliomedioteca, che hanno bisogno di alimentarsi di una cultura diffusa e partecipativa, se non vogliono rimanere isolati ed estranei alla società civile. Mentre Terni e tutta l’area limitrofa si vanno trasformando culturalmente e socialmente, come risulta anche dall’ assetto urbanistico e dal paesaggio agrario, proprio questo tipo di cultura rischia di morire per mancanza di risorse e di strumenti editoriali. Pensiamo in particolare alla fine di alcuni preziosi veicoli di informazione, come la Rassegna del Comune di Terni e il Bollettino della Provincia, oltre alla rubrica culturale della Rassegna della Camera di Commercio, che spesso offrivano ospitalità anche ai cultori di storia locale.

La Rivista può riempire il vuoto lasciato dalle pubblicazioni ufficiali e fornire uno strumento di lavoro a quanti si occupano di storia a vario titolo e con varie metodologie. È aperta alla collaborazione di tutti gli studiosi, senza riserve, che non siano quelle del rigore scientifico. Vogliamo evitare l’ “amnesia organizzata” nelle diverse forme, non solo della cesura cronologica e del frammento, ma anche dell’attualità sociologica e del dilettantismo superficiale.

Per la sua stessa natura, la Rivista ha limiti geografici ma non cronologici: vuole occuparsi di Terni e del suo territorio, dalle epoche più lontane ai giorni nostri, utilizzando il prezioso e spesso ignoto materiale documentario che si trova negli archivi e nelle biblioteche, a volte in forma manoscritta e inedita; come pure le fonti “mute”: opere d’arte, monumenti religiosi e civili, strumenti e prodotti della “cultura materiale”, ecc.

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